Motivare le capacità dei dipendenti

Motivare le capacità dei dipendenti

L’attenzione a ciò che di negativo accade, sia agli altri che
a noi stessi, l’attenzione per ciò che non ci piace e non va bene, è il
minimo comun denominatore che sottende i quotidiani pensieri di ognuno
di noi.

Dal primo mattino, con il giornale o con il telegiornale, cominciamo
ad ascoltare notizie che ci informano di ciò che succede di negativo nel
mondo.  I nostri pensieri, in via del tutto automatica, si
concentrano sull’informazione negativa, indice di ciò
che non va. Diamo per scontato che il telegiornale, il giornale o i mass
media in generale, debbano riportare notizie negative e raramente ci
accorgiamo che, rispetto ai fatti narrati, deve mancare un pezzo, a
patto che non si viva realmente in una nefasta, negativa e crudele
realtà.

Dov’è finita la parte positiva della storia e di ciò che nel mondo accade?

Siamo così assuefatti alla narrazione che, purtroppo,  ci
accontentiamo di sapere incomplete che valorizzino di quanto più
negativo possa esserci al mondo, dimentichiamo troppo spesso, di cosa ci
sia all’opposto del negativo che, di norma, caratterizza la vita delle
persone e del mondo, almeno in parte.

Purtroppo è abitudine della nostra società quella di guardare solo al
lato negativo dei fatti e delle cose , riportando solo ciò che non va.

Questa attitudine è diventata talmente parte di noi che, a ben
guardare, la usiamo in qualunque aspetto della nostra vita. In famiglia
siamo portati a concentrarci sugli aspetti negativi e sulle mancanze di
tutti i nostri familiari: osserviamo dove nostro figlio sta sbagliando,
cosa nostra moglie o nostro marito sta mancando di fare, cosa i nostri
genitori hanno sbagliato o stanno sbagliando.

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Se atteggiamenti negativi e incriminatori si sono radicati nelle
nostre consuetudini a tal punto da condizionare i nostri modi di
percepire la realtà familiare, è indubbio e comprensibile che, in ambito
lavorativo, dirigenza, impiegati e operai, tendono alla svalutazione e
al pensiero negativo.

In azienda è quindi normale porre  costantemente l’attenzione su
ciò che i nostri collaboratori non fanno rispetto alle richieste che
avanzano e, tra le prioritarie problematiche sollevate dal management
aziendale, quasi sempre, si riscontra la difficoltà di “non riuscire a
comunicare con indipendenti, non riuscire a spronarli al fine di
raggiungere gli obiettivi e i risultati auspicati.

Di fatto, se la nostra azienda è operativa e attiva vuol dire che più del 50% delle azioni che stiamo facendo sono giuste.

Tali azioni sono quelle  che stanno facendo progredire e crescere la nostra azienda, aumentare la clientela e, conseguentemente i guadagni.

In un’azienda che non fa faville ma che resta a galla, c’è un duplice modo per guardare e affrontare la questione:

Cosa sbagliamo per non farlo andare alla grande?  Oppure Cosa stiamo facendo di giusto ?

E il tipo di approccio che fa la differenza.

Nel rapportarsi con i dipendenti è uguale: abbiamo due modi per confrontarci con loro:

  1. Evidenziare tutto ciò che di negativo è fatto, tutte le mancanze e tutto ciò che è sbagliato
  2. Evidenziare tutto ciò che di buono e positivo è fatto,  è stato fatto e sarà fatto.

Se foste voi i dipendenti, come vi sentireste dopo ciascuna delle due
chiacchierate? Quale dei due atteggiamenti vi farebbe produrre di più?
Ebbene, nonostante sia importante correggere gli errori dei
collaboratori, è altrettanto fondamentale riconoscere le azioni
benfatte, quelle da portare avanti che vanno sottolineate ed evidenziate
per poter essere perpetuate.

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Ecco il segreto del motivare le capacità dei dipendenti: focalizzare
l’attenzione sulle loro capacità, far notare dove eccellono, cosa sa
fare e quali sono le loro doti, così da sfruttare quella capacità per
compensare le inevitabili lacune, presenti in maggior o minor misura, in
ognuno di noi.

Per motivare le capacità dei dipendenti è necessario condividere con lui obiettivi e mete, motivarlo e coinvolgerlo e i risultati saranno visibili e palpabili nei report di produttività aziendale.